Questo blog è uno spazio aperto, dove la parola si mescola alla memoria e alla fantasia. Dove ci sono appunti, idee, frasi lasciate a metà e pensieri intrusivi, che solo su un foglio possono trovare casa. Righe scritte per non dimenticare un momento. A volte malinconiche, perché la tristezza ha una grammatica tutta sua. Spesso ironiche, perché ridere è più difficile che piangere. Ogni tanto aguzze, perché certe verità non si possono scrivere con la matita. Dolci e genuine perché, nonostante tutto, c’è ancora bisogno di tenerezza. Perché in mezzo al rumore, alla fretta, alla scrittura che urla per farsi notare, alcune parole vanno sussurrate. Perché non tutte le parole graffiano, ma alcune accarezzano e lo fanno senza chiedere nulla in cambio.
È un sito che nasce da un’urgenza interiore e contiene divagazioni in libertà, note erranti, riflessioni e molte incursioni nel mondo delle immagini, per questo non cerca like, non insegue algoritmi e non si veste di ottimismo forzato; qui le parole sono curate, sì, ma non per vendere, bensì per sopravvivere, perché questo è un luogo dove le parole possono svanire o rimanere, ma solo se trovano qualcuno disposto a leggerle.
Perché “ParoleLab”? Perché con questo titolo è mia intenzione celebrare l’artigianalità della scrittura vissuta da chi, come me, è innamorato delle parole e di quel lavoro lento, preciso, intimo e personale. Una sorta di laboratorio creativo, dove la scrittura è intesa come dialogo silenzioso con sé stesso. Come un piccolo teatro dove mettere in scena emozioni, personaggi, possibilità. Come un piccolo giardino segreto, che non serve che qualcuno lo visiti: basta che esista! E dove ogni tanto, tra le erbacce, spunti un fiore inatteso.
Ma anche per chi, come me, non ha né proposito, né fretta di pubblicare, ma ha il solo desiderio di dare forma a un pensiero, a un ricordo, a un sogno. Che cuce ogni frase, non a macchina, ma con ago e filo, magari con tanti brutti nodi, ma con amore. Che dipinge senza essere pittore, che suona senza essere musicista.
E' uno spazio dove le parole non dormono sulla pagina: si svegliano, si muovono, respirano; dove la scrittura diventa un atto vitale, una voce che prende forma. Ogni frase, un respiro. Ogni racconto, un battito. Ogni parola scelta, un gesto di cura, di libertà. Perché scrivere senza scopo (di pubblicità, gloria o denaro, ecc.) è un gesto rivoluzionario; perché concedersi tempo per scrivere è un atto di resistenza; perché scrivere può spesso significare, vivere la vita due volte: una nella pagina, una nel ricordo!
E poi, perché non tutte le parole scritte, nascono per essere lette; alcune vogliono solo uscire dalla testa, perché pesano tanto, se restano dentro e devono liberarsi per respirare un po’ e poi sfumare. E che sicuramente mai finiranno in un libro, ma che conviene comunque buttarle giù, magari con sobrietà, perché, se devono perdersi, che lo facciano almeno con una certa eleganza!
Le parole, come le chiavi di casa o come l’ultima virgola in un periodo troppo lungo, nascono a volte per dare respiro alla mente, per poi andare senza fare rumore, perché le parole più vere spesso sono quelle che non spiegano, non insegnano. Ma restano. E forse aiutano. Insomma, le vere parole “vere” sono quelle che vengono scritte per svuotarsi, non per riempire...
Le parole, come le chiavi di casa o come l’ultima virgola in un periodo troppo lungo, nascono a volte per dare respiro alla mente, per poi andare senza fare rumore, perché le parole più vere spesso sono quelle che non spiegano, non insegnano. Ma restano. E forse aiutano. Insomma, le vere parole “vere” sono quelle che vengono scritte per svuotarsi, non per riempire...
Scrivere è:
- <<...sempre nascondere qualcosa, in modo che poi venga scoperto>> Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore
- <<...sempre un'esplorazione di sè e del mondo; un viaggio di scoperta, una ricerca di senso. E' il gesto politico e rivoluzionario di chiamare le cose col proprio nome. Scrivere significa spesso essere qui...>> Gianrico Carofiglio, La manomissione delle parole
- <<....come baciare, solo senza labbra! Scrivere è baciare con la mente...>> Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del nord
- <<Scrivere è anche non parlare. È tacere. È urlare senza rumore>> Marguerite Duras
E poi...
- <<...bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattia dello scrivere, perché è un male pericoloso e contagioso>> Pierre Abélard, Lettere a Eloisa
- <<...sono stato tutta la mattina per aggiungere una virgola, e nel pomeriggio l'ho tolta.>> Oscar Wilde
- <<...io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere...>> Ennio Flaiano
- <<Scrivo perché ho paura. Scavo trincee di parole dove nascondere il capo...>> Ibid
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